Come ti costruisco un Ape da corsa.
Questo secolo oltre che da tanti altri fatti e' senza dubbio stato
caratterizzato dalla pubblicazioni di manuali per costruire e fare
qualsiasi cosa; potevamo noi esimerci dallo stendere un manualetto
per costruire un Ape da corsa ?
Certamente no. Anche perché molta gente ci chiede: ma come si fa?
E a dire il vero non sappiamo se la domanda ci sia rivolta per un
sincero interessamento o solo come per dire ad esempio:
ma come si fa a picchiare un bambino?. Ad ogni buon conto e per la
soddisfazione degli interessati diamo qui di seguito
le indicazioni necessarie per diventare i
fortunati possessori di un ape da corsa.
Prima di tutto bisogna reperire la materia prima;
si sconsiglia di utilizzare l'ape del nonno o dello zio che magari
poi potrebbero cancellarvi dal loro testamento, e' molto meglio
se trovate qualcosa di ormai giunto a fine carriera;
i migliori fornitori di api a fine carriera sono gli enti pubblici.
Bisogna poi vedere in quale categoria intendete inserire il mezzo
che vi accingete a costruire, stranamente i 130, che non richiedono
particolari accorgimenti nell'elaborazione, sono i più costosi in
quanto i vari pezzi non possono essere acquistati al recupero.
Per avere un 130 basta recuperare una vecchia Ape 50 elaborare il
motore con i kit gia' in commercio, irrobustire la scocca,
dotarla di roll bar e cinture e l'ape e' pronta.
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PROTOTIPI: PREPARAZIONE DI BASE |
Più complesso e' il lavoro per i "prototipi" delle categorie
under ed over 1000,
la cabina puo' essere di quelle tonde o di quelle squadrate,
con manubrio o volante ma comunque in ogni caso abbastanza mangiata
dalla ruggine, quindi dopo aver tagliato la parte posteriore
armarsi di lamiere e saldatrice (oltre che di molta pazienza) e rifare fondi,
tappare almeno i buchi più grossi; a quelli piccoli pensa lo stucco,
e sostituire o almeno coprire le parti più marce.
Si passa quindi alla preparazione del propulsore; il più delle volte la
cosa non dipende da libera e ponderata scelta ma da quello che offre
il campo di recupero o dalla macchina dismessa di qualche conoscente
che in questo modo si libera del ferrovecchio e della rogna di
portarla in proprio alla demolizione.
Qui vi sono vari metodi di preparazione, gelosamente custoditi
dai meccanici delle varie scuderie, noi vi daremo le indicazioni
del metodo Sorci Verdi; metodo ormai ben collaudato, derivato non
tanto da calcoli o disegni ma dall'estro del momento, dal tipo di
materiale che si ha disposizione e dalla quantita' di birra ingurgitata
dal tecnico costruttore; metodo definito alla "va che vai bene" e
che noi naturalmente prediligiamo e riteniamo il migliore.
Se avete a disposizione la macchina intera andate certamente meglio
in quanto avete dei sicuri punti di riferimenti per quanto riguarda
le misure, se invece avete preso i pezzi al recupero dovrete fare un po'
a occhio e com' e' successo a noi poi vi capitera' di dover allungare o
accorciare i semiassi.
Si parte, generalmente, costruendo il castello delle sospensioni
che poi reggeranno tutto l'ambaradan del motore partendo dalla parte
posteriore dove avrete gia' collegato le ruote con un tubo sugli
snodi delle stesse, da questo tubo (quadrato ovviamente) collegate
la testa dei due ammortizzatori con altri due tubi e con altri
due chiuderete i due triangoli di sospensione sulla barra di
torsione anteriore badando bene che comunque possa girare liberamente;
bisogna tener presente quanto alto si vuole tenere il motore e come
si intende poi supportarlo.
Si passa quindi a fissare il motore tenendo conto della necessita' di
dover cambiare in futuro qualche pezzo e quindi lasciando gli spazzi
per poter lavorare, comunque la cosa non e' eccessivamente problematica:
fiamma ossidrica e saldatrice riescono sempre a sistemare tutto.
Prima del collegamento tra le due parti e' necessario fissare le ruote,
se disponete della scatola dello sterzo non esiste problema in quanto
una volta messe nella giusta posizione basta bloccarla; talvolta anche
per problemi di costruzione bisogna fissare le ruote indipendentemente,
in questo caso tenete presente che comunque le ruote devono essere
libere di andare su e giù in base al terreno e quindi ci vogliono due snodi
(per quello sulla ruota potete utilizzare il braccetto dello sterzo) e che
debbono essere collegate alla parte rigida con un tubo sufficientemente
lungo ad evitare che nel su e giù le ruote si chiudano o si aprano
(la convergenza e' un opzional).
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ASSEMBLAGGIO CABINA-MOTORE |
Si puo' ora operare "l'incalmo", si mettono i due pezzi, cabina ed apparato motore,
alla distanza (bisogna calcolare (?) lo spazio per radiatore e sedile) voluta;
secondo noi per una maggior manegevolezza e per un minor rischio di
ribaltamento l'ape deve essere molto corta (parere contestato da Nico
della Scuderia Tre Cioke ma ognuno e' libero di avere le proprie opinioni),
pensiamo quindi che la giusta distanza del centro ruota dalla cabina
debba andare dai 70 agli 80 cm.; nel caso la distanza debba essere
maggiore per problemi tecnici e' meglio allargare la carreggiata posteriore.
Prima di saldare le due parti e' necessaria una ulteriore operazione
di alta tecnologia; ci si porta ad una certa distanza e si guarda che
il tutto "accontenti l'occhio" sollevando od abbassando i due
tronconi fino al raggiungimento dello scopo.
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RADIATORE, PEDALIERE, FRENI |
Saldati i due tronconi nella parte inferiore si passa ad inserire radiatore,
sedile e pedaliere; si collegano i tubi dei freni escludendo il freno anteriore.
Il freno anteriore e' meglio che sia escluso (eventualmente se siete fanatici
si puo' collegare con altra pompa ed altro comando) perché nel caso di
frenata in curva, soprattutto con percorsi su fango, l'ape procederebbe dritta.
Bisogna anche collegare il cambio; questa e' l'operazione più complicata
in quanto il comando deve necessariamente essere invertito e portato in
avanti; noi generalmente mettiamo la leva a sinistra del pilota
collegando un tubo (da 1/2) che passa sotto il cambio.
Ora si collega con tubi tondi sagomati (consigliato il tubo da 3/4)
la testa delle sospensioni con il tetto della cabina facendo proseguire i tubi
fino davanti e si collegano tra di loro con altro tubo,
facente la funzione di roll bar, sulla parte posteriore della cabina
alla quale e' stata tolta la lamiera posteriore, per dare spazio al
sedile, e precedentemente rinforzata fino in fondo lungo le linee di taglio.
I vetri, se c'erano, sono stati tolti sin dall'inizio, quindi si mette una
rete protettiva sul buco anteriore fissandola con rivetti; si fissano le
cinture di sicurezza, la batteria ed il serbatoio; noi utilizziamo e
consigliamo serbatoi in plastica da motocoltivatori che debbono essere
ben fissati in posizione di sicurezza.
Lamiera del tetto, spoiler, paraurti e parafanghi sono opzional che
vengono posti in opera prima del fissaggio del serbatoio che comunque
consigliamo sempre di rimuovere prima di qualsiasi operazione di riparazione o
manutenzione; la lamiera del tetto oltre che a proteggere il motore ed
il pilota dalle intemperie ha anche lo scopo di rendere più solida l'ape dal
momento che collega i due tubi tondi ed il roll bar; se non la volete
mettere ed ottenere lo stesso scopo di solidita' dovrete collegare il
tutto con dei tubi diagonali, anche di diametro inferiore.
Volendo si puo' utilizzare il ponte posteriore dell'ape levando il
motore originale e mettendo il nuovo propulsore supportandolo sui longheroni;
in questo caso una volta messo il motore bastera' saldare i semiassi; e' chiaro
che in questo caso si avra' una ape più lunga; questo metodo e' consigliato
se usate motori di vetture con trazione posteriore o comunque con
motore a sbalzo posteriore (vedi Renault 5 e simili) che altrimenti molto
corte continuerebbero ad impennare.
Vernice, adesivi vari e rifiniture estetiche e finalmente l'ape e' pronta;
non resta che provarla, metterla a punto e sarete pronti a ribaltarvi
insieme a noi sui vari circuiti.
Vi aspettiamo e BUON DIVERTIMENTO
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